Emmaboshi sono io, Emanuele Centola, grafico a Bologna.
Qui pubblico i miei lavori, ma ci scrivono anche
Lord Brummell, Pasquale Pignalosa e Mag.

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mercoledì 23 luglio 2008

* Appropriazione

Appropriazione. Debita o indebita che sia, la tendenza degli ultimi tempi sta nella (ri)appropriazione del concetto di dandysmo in più settori della vita civile. In primo luogo, è la moda a dettare legge. Nel numero di Vogue Uomo di luglio, un’intera sezione confonde lo stile dandy con una eleganza affettata e appariscente. Alla rivista fa eco Vanity Fair, che preconizza l’evoluzione dei costumi (nel duplice senso di abiti e abitudini, in una parola: habitus) sottoponendo all’attenzione del lettore un bellimbusto in pantaloni fluo e cardigan striminzito. Ora, a tutto c’è un limite. Lo aveva già indicato Claudio Magris sul Corriere della Sera lo scorso giugno, quando aveva paragonato alcuni ministri della Lega Nord, rei di avere disertato la Festa della Repubblica, proprio a Lord Brummell. Ora, come mi pare evidente, l’eleganza non c’entra nel qualificare lo spirito del dandy. C’entrano soprattutto i modi, il volere o il non voler farsi notare, come Michele Apicella - Nanni Moretti in Ecce Bombo. E come ricorda Giuseppe Scaraffia, due sono le principali tendenze: quella wildiana, più appariscente e quella baudeleriana, più sobria, che afferma la propria eleganza nella capacità di passare inosservati. Beh, l’ultimo gesto del Ministro Bossi sembra effettivamente sancire (se di dandysmo si parla!) il passaggio dalla seconda alla prima tendenza, più colorita che colorata. Ma tant’è. Il punto è forse un altro. Come mosche impazzite, parlamentari di maggioranza e opposizione si affannano a condannare il gesto, nell’esplicito intento di affermare il loro senso dello Stato e delle Istituzioni. Decostruzione o simulacro?

martedì 22 luglio 2008

In edicola

lunedì 21 luglio 2008

Bubba Shwabe

domenica 20 luglio 2008

Aria fritta

Per 4 persone:
2 litri di aria del posto, prelevata lontano dal traffico cittadino
farina gr. 250
una birra chiara da 33 cl. ghiacciata
olio per friggere

L'aria fritta è un piatto leggero e poco nutriente, ideale come antipasto in una serata fra amici o nelle diete per tutti coloro che hanno troppo approfondito la conoscenza di sé e delle cose del mondo.
Prendete una ciotola abbastanza capiente e raffreddatela con dei cubetti di ghiaccio. Eliminate subito i cubetti, versate la farina, la birra, un pizzico di sale. Amalgamate bene per creare una pastella abbastanza fluida. Incorporate velocemente l'aria e coprite la ciotola con un coperchio di metallo.
Sul fuoco ponete una padella antiaderente dal bordo alto e quando sarà calda versatevi abbondante olio per frittura. Portate l'olio ai limiti del punto di fumo, prendete il composto a cucchiaiate e versatelo nella padella. Quando le frittelle saranno dorate, scolatele e disponetele su carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso. Servire subito, perché l'aria fritta va consumata in fretta.
Vino consigliato: Sangiovese superiore.

giovedì 17 luglio 2008

* Postumi

Nella sezione di Wikipedia dedicata ai sintomi che individuano i postumi di una sbornia troviamo: «Disidratazione, stanchezza, mal di testa, nausea, diarrea, debolezza, difficoltà di concentrazione, ansia, irritabilità, sensibilità alla luce e al rumore e difficoltà a dormire». Descrizione dettagliata, ma generica rispetto all’origine. Lo stesso effetto lo provocano un terzo dei discorsi parlamentari, le caramelle mou, e la maggior parte dei viaggiatori sui mezzi pubblici, i discorsi di un parente che pur avendovi incontrato due settimane prima vi ricorda che l’ultima volta che vi ha visto eravate alti poco più di quattro once. Con impetuosa precisione scientifica la fonte prosegue: «Non è chiaro se tali postumi abbiano effetti sulle capacità cognitive». Ma no! Mentre Baudelaire, Verlaine, Apollinaire, Henry Miller, Hemingway, Bukowski, Kerouac, Chandler e Scott Fitzgerald si sono affannati per tramandare impressioni personali e cause oggettivanti il ricorso alla sbornia (da cui il carattere consolatorio e terapeutico del postumo) le fonti ufficiali preferiscono il monito. In effetti, è nella parte dedicata ai rimedi che l’eloquenza scientifica si esprime in tutto il suo rigore: «Il metodo più efficace per evitare i sintomi dei postumi indotti dall'alcol è praticare l'astinenza o la moderazione». Perfetto. Equivale a dire che se non volete litigare con gli amici non dovete stringere rapporti di amicizia, o lmitatevi a stringerne uno solo, così al massimo litigate una volta. Riassumendo, il postumo è un processo mentale romantico, eroico, riflessivo, consolatorio, terapeutico, cognitivamente qualificato e selettivo rispetto alle intelligenze. Quando dopo una serata etilica vi avviate al lavoro, scavalcate un punkabestia, sentite un anziano lamentarsi del mondo o semplicemente sfogliate un quotidiano, non vi viene immediatamente voglia di ri-prendere a bere?

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